Chi sono
Sono psicologo e mi occupo di percorsi di consapevolezza, benessere e cambiamento personale.
Lavoro con chi sente il bisogno di fermarsi, di ritrovarsi, di comprendere meglio ciò che sta vivendo: un momento di fatica, un passaggio, una crisi, una ricerca più profonda di senso.
Credo che prendersi uno spazio per sé non sia un lusso, ma un gesto necessario.
Un modo per tornare a respirare, per ascoltarsi davvero, per dare un nome a ciò che si muove dentro e che spesso resta in silenzio. Nel mio lavoro offro un ascolto attento, umano, rispettoso, uno spazio in cui potersi sentire accolti, senza doversi difendere o performare.
La consapevolezza, per me, non è un’idea astratta: è una pratica quotidiana. È il coraggio di guardarsi con onestà, di attraversare i propri vissuti, di riconoscere le dinamiche che ci condizionano e passo dopo passo, iniziare a scegliere in modo più libero.
Nei miei percorsi, la parola è centrale e quando può essere utile, anche l’immagine diventa uno strumento di esplorazione, uno specchio, un simbolo, una porta d’accesso a emozioni e significati difficili da esprimere, non come tecnica ma come possibilità, un modo diverso di entrare in contatto con ciò che ci abita.
Accanto alla psicologia, infatti porto con me un percorso fotografico che mi ha formato profondamente. La fotografia mi ha insegnato a esserci: a stare nei contesti e nelle relazioni con presenza, delicatezza e attenzione. Mi ha insegnato a cogliere ciò che spesso resta invisibile: i dettagli, le pieghe, le fragilità. È proprio nel dialogo tra queste due esperienze che si è costruito il mio modo di lavorare: uno sguardo che ascolta, che non forza, che rispetta i tempi, uno sguardo che aiuta a dare senso, a rimettere a fuoco, a riconoscersi.
La fotografia per me è anche ricerca personale, fatta di storie, luoghi, atmosfere e tensioni silenziose. Ogni progetto fotografico nasce da una risonanza, qualcosa che chiede attenzione e che merita di essere raccontato con autenticità. Psicologia e Fotografia , per me, nascono dallo stesso luogo: il desiderio di ascoltare e restituire senso. Che sia nello spazio di un colloquio o dietro un obiettivo, cerco un modo di stare che riconosce, accoglie e nel tempo, trasforma.
